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articolo in risalto

Ciao a tutte/i
È convocato per Lunedì 25 Gennaio alle ore 20.45 il Coordinamento a distanza di Libera Monza-Brianza sulle seguenti iniziative
1 Come organizzare per il 2021 la tradizionale campagna di proselitismo (tesseramento) e di sostegno economico (cena della legalità in questo anno di di stanziamento pandemico).
2 Alla luce della recente ricerca Eurispes sull'indice di permeabilità delle mafie nei territori, si rende urgente procedere alle iniziative discusse nell'ultimo coordinamento insieme agli amici di Brianza Sicura
3 Le recenti notizie su Maria Chindamo che hanno scosso l'opinione pubblica, ci impongono la necessità di assumere una iniziativa di discussione e sostegno alla ricerca della verità su questo drammatico caso, occasione che ci aiuterà meglio a capire anche sotto il profilo culturale il fenomeno delle mafie
4 Continuiamo, nel nostro territorio e non solo, la diffusione e la conoscenza della straordinaria esperienza "Liberi di Scegliere".
5 Novità per l'orto didattico educativo intestato a Lea Garofalo e nostre iniziative
6 Varie ed eventuali
Nel chiedervi la massima partecipazione e puntualità data l'importanza delle decisioni da prendere vi invio
Un saluto fraterno
Valerio D'Ippolito

 

Per collegarvi usate il seguente link:

https://meet.jit.si/DirettivoLiberaMonza

È l’allarme lanciato dalle Nazioni Unite, che invitano gli Stati a rimanere «estremamente vigili e uniti contro il terrorismo».

fonte: perlapace.it

da: Osservatorio Romano

Il terrorismo rimane una minaccia reale e persistente in molte parti del mondo nonostante le sconfitte inflitte negli ultimi anni al sedicente Stato islamico (Is) ed a Al Qaeda.

Gli estremisti stanno infatti cercando di sfruttare la situazione creata dalla pandemia, le battute d’arresto nello sviluppo e nei diritti umani.

Si adattano rapidamente ai cambiamenti, utilizzano il cyberspazio e le nuove tecnologie, stringono legami con la criminalità organizzata e si insinuano negli spazi lasciati liberi dalla crisi economica. L’Is, sfruttando i social media, è stata in grado di mobilitare e reclutare follower in tutto il mondo, creando un fenomeno di combattenti stranieri su scala senza precedenti.

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fonte: libertaegiustizia.it

di: Fabrizio Tonello

“It Can’t Happen Here”, da noi non può succedere, scriveva Sinclair Lewis nel 1935. E invece è successo: il 6 gennaio 2021 un aspirante dittatore, eletto nel 2016 tra manipolazioni e interferenze straniere, ha cercato di impadronirsi del Congresso per impedire la ratifica della vittoria elettorale del candidato democratico Joe Biden. “Quello che abbiamo visto a Washington è il moderno fascismo: disprezzo e volontà di distruggere la democrazia e lo stato di diritto, mobilitazione della violenza, propaganda dell’odio per dividere la società, e definizione razzista del popolo” ha detto lo studioso tedesco Michael Wildt. Come si è arrivati a questo punto?

Fino al 2015, il movimento fascistoide e violento era costituito da una galassia di gruppi, chiese, comitati di cittadini che non obbedivano a un’organizzazione centralizzata e mancavano di un leader che li guidasse.

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Potenziamento della didattica e diritto allo studio. Le proposte per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

fonte: libera.it

Nell’ultima versione del Piano disponibile, al tema dell’istruzione, inclusivo di scuola e università, sono destinati interventi per complessivi 22,2 miliardi di euro. Nonostante l’incremento rispetto alle prime ipotesi, la cifra complessiva appare ancora insufficiente rispetto alla gravità dell’attuale situazione e agli obiettivi che ci si dovrebbe proporre al fine di superare i gravi gap territoriali e sociali in questo campo. Ciò è particolarmente vero per la scuola e i servizi educativi per la prima infanzia. Infatti, ai 6,8 miliardi dedicati all’edilizia scolastica (“Programma di risanamento strutturale edifici scolastici” e “programma di realizzazione di nuove scuole mediante sostituzione edilizia”), si aggiungono solo 13,5 miliardi dedicati ai percorsi educativi da 0 a 18 anni.

In particolare:

– E’ vero che è stato previsto un miliardo per il potenziamento scuole dell’infanzia e sezioni primavera” ed è stato portato a 3,6 miliardi il finanziamento destinato ad aumentare l’offerta di asili nido.

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fonte: antimafiaduemila,com

di: Paolo Borrometi

Spara alla Polizia, quella brutta compagnia”, “non abbiate paura”, i poliziotti “sono solo quattro pezzenti”. Poi, nella canzone dedicata a Riina, sui giudici Falcone e Borsellino: “Due giudici gli erano contro ed arrivò per loro il giorno. Li fece uccidere senza pietà”. Ed ancora: “Viva i latitanti”.
Disgusto e rabbia per queste ‘canzoni’ che stanno spopolando sul web.
L’autrice è lei, Teresa Merante, cantante calabrese i cui video su YouTube raggiungono oltre 3 milioni di visualizzazioni. E l’ultimo video, dal titolo “Bon Capudannu” (che fa gli auguri di buon anno ai carcerati), ha come “attore” Giuseppe Marasco, sindaco di Nicotera (comune sciolto tre volte per mafia).
Non c’è fine al peggio, non c’è ritegno. Non si può più far finta di nulla e, nell’attesa di comprendere se questi versi non siano la versione 2.0 del “favoreggiamento alla mafia”, c’è da interrogarsi sui milioni di persone che ascoltano ripetutamente questi brani.
L’ignoranza dell’autrice è seconda solo alla sofferenza che chi la ascolta regala ai familiari di chi è morto per mano mafiosa.
No, non sono “omini d’altri tempi”. Sono solo sanguinari delinquenti.
Vergogna e disgusto.

Tratto dafacebook.com

La meglio magistratura in campo, la latitanza del Governo e della politica

fonte: antimafiaduemila.com

di: Giorgio Bongiovanni

Corruzione, stragi, trattative, fiumi di denaro che vengono investiti nell'economia legale, una fitta rete di legami ed interessi tra mafie, politica, imprenditoria e centri deviati di potere, oggi come ieri. E' lo spaccato che si evidenzia mettendo in fila fatti, processi ed inchieste, accadute negli ultimi anni, che vogliono far luce su un pezzo di storia della nostra Repubblica.
E le notizie degli ultimi mesi confermano ciò di cui stiamo parlando.
Ieri sono state depositate le 1.078 pagine della sentenza “’Ndrangheta stragista” con cui la Corte d’Assise di Reggio Calabria, presieduta da Ornella Pastore, ha condannato all’ergastolo i mandanti degli attentati ai carabinieri: il boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano, e il referente della cosca Piromalli, Rocco Santo Filippone.

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La merce, recapitata in diversi punti di ritiro in Brianza, veniva pagata tramite moneta digitale (bitcoin). In manette un 24enne a Bovisio Masciago

fonte: monzatoday.it

Un pacco come tanti altri, imballato e stipato in un magazzino in Brianza in attesa di ritiro. Nessun mittente e nessun destinatario: solo un codice alfa-numerico per ritirarlo e un pagamento "fantasma", in moneta digitale. All'interno, contenuta in pacchetti sigillati per nasconderne l'odore, la droga.

A scoprire e a mettere fine a un traffico di sostanza stupefante proveniente dalla Spagna sono stati i carabinieri della compagnia di Desio che hanno arrestato un ragazzo di 24 anni di Bovisio Masciago, incensurato.

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Il 22 gennaio 2021 entra in vigore il Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW). Facciamo risuonare le campane in ogni città! Appello dei Beati Costruttori di Pace.

fonte: perlapace.it

 

Appello per le campane il 22 gennaio 2021

Il 22 gennaio 2021 entra in vigore il Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW).

Sappiamo: è una partenza, non un arrivo, ma siamo molto contenti e desideriamo annunciarlo a tutti con gioia.
Sono stati tanti nella storia, dopo il primo di Maria, i “Magnificat” che hanno annunciato e anticipato il rovesciamento dei potenti, la liberazione e l’innalzamento dei poveri e degli umiliati.

Questo Trattato parte con una forte volontà popolare di movimenti e organizzazioni per la pace e la determinazione di un numero significativo di Stati, che non contano sul piano del potere internazionale, osteggiati per la loro scelta dalle potenze nucleari.

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fonte: liberainformazione.org

di: Piero Innocenti

Il Servizio Analisi Criminale (ufficio a composizione interforze) della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ha redatto un documento (diciassette pagine in tutto) sulla “mafia nigeriana in Italia”, inviato alcuni giorni fa a tutte le Questure per riepilogare, sinteticamente, alcuni aspetti del fenomeno, a partire dalle origini delle confraternite divenute nel tempo vere strutture criminali, l’azione di contrasto sviluppata nel biennio 2018/2019 e nel 2020 e per stimolare gli organismi investigativi agli eventuali approfondimenti nelle singole realtà territoriali dove si trovano le comunità di nigeriani.

L’Emilia Romagna, con 16.317 presenze regolari è la regione con la comunità di nigeriani più numerosa, seguita dal Veneto (14.999), dal Piemonte (12.645), dal Lazio (10.7229), dalla Campania (8.577), dalla Toscana (7.541) e dalla Sicilia (4.745).

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fonte: antimafiaduemila.com

di: Nando Dalla Chiesa

Capita. Capita anche a chi avrebbe cento motivi per dormire come un sasso di soffrire improvvisamente d’insonnia. E di cercarsi un libro di poche pagine con cui trascorrere un paio d’ore. L’ultima notte che mi è capitato ho estratto da uno scaffale, guidato da non so quale calamita, un libretto di 85 pagine. Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli, insigne fisico teorico, di cui (e me ne scuso) conoscevo solamente il nome. Gli ho dato una scorsa veloce. Vi si parla di Einstein che legge Kant; e che lascia la Germania di cui non sopporta i rigori liceali per raggiungere la famiglia a Pavia, dove il padre ingegnere installa le prime centrali elettriche in pianura padana. Vi si parla di Anassimandro e della sua rivoluzione scientifica. Gli ingredienti sembrano quelli giusti. Sono proprio quelli che attirano i lettori della mia età, con in cuore la nostalgia perenne degli studi classici da approfondire “come si deve” quando ci sarà tempo, cioè mai. Rituffarsi negli odori dei nomi e dei temi che hanno popolato l’adolescenza o la prima giovinezza è sempre operazione inebriante; e, in questo caso, dal finale sorprendente.

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Etiopia. 750 persone che si erano nascoste nella chiesa di Axum in cui è custodita l’Arca dell’alleanza sarebbero state uccise lo scorso 15 dicembre. 80 civili sarebbero invece le vittime civili delle tensioni di frontiera con il Sudan. Accuse ai soldati eritrei per la strage di rifugiati nel campo di Hitsats. Fermi anche i colloqui sulla Grande diga della rinascita. E al sud tornano le locuste.

fonte: perlapace.it

da: Il Manifesto

Ufficialmente la cosiddetta law enforcement operation nel Tigray è terminata il 28 novembre 2020 con la presa della capitale regionale Mekellé.

C’è stato da allora un parziale rispristino delle comunicazioni, l’arrivo degli aiuti umanitari e la riapertura delle banche, ma nel contempo la guerra è andata avanti.

Vi sono state da parte dell’esercito etiope catture di importanti esponenti del Tigray People’s Liberation Front (Tplf), come Sibhat Nega (tra i fondatori) e Abay Weldu (ex presidente del Tigray), ma nel contempo sono continuate le testimonianze della presenza di truppe eritree, di violenze e di massacri.

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Nell’ultimo rapporto dell’ong ebraica per i diritti umani B’Tselem si afferma che «Non c’è metro quadrato tra il fiume Giordano e il Mediterraneo in cui un palestinese e un ebreo siano uguali». Forti reazioni contrarie: siamo ai limiti dell’antisemitismo

fonte: perlapace.it

di: Michele Giorgio

«Pensiamo che le persone debbano svegliarsi, affrontare la realtà e smettere di parlare in termini futuri di qualcosa che è già accaduto». Hagai El-Ad, direttore esecutivo di B’Tselem, termina così la presentazione del rapporto su Israele, «Un regime di supremazia ebraica dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo: questo è l’apartheid», presentato due giorni dalla sua organizzazione considerata il più importante centro israeliano per i diritti umani.

Parole che non lasciano spazio alle interpretazioni e che per questo hanno provocato reazioni a raffica.

Mai B’Tselem, una ong ebraica, era giunta al punto di descrivere lo Stato di Israele come un «regime di apartheid» pur avendo in passato usato questa definizione per spiegare alcune situazioni specifiche nei Territori palestinesi occupati.

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Appello per una grande Alleanza democratica e antifascista di movimenti, associazioni, sindacati tra cui ANPI • ACLI • ARCI • Istituto Alcide Cervi • Legambiente • Libera• CGIL • CISL • UIL

fonte: libera.it

Il testo dell'appello per una grande Alleanza democratica e antifascista 

Uniamoci per salvare l'Italia. Per sconfiggere la pandemia, ricostruire il Paese, promuovere una democrazia più ampia e più forte, urge l'impegno delle forze migliori della società. Occorre una nuova visione per il nostro Paese. Cambiare per rinascere, ricomporre ciò che è disperso, unire ciò che è diviso, donare vicinanza dove c'è solitudine, vincere la paura costruendo fiducia.

Lanciamo un appello per una grande alleanza democratica e antifascista per la persona, il lavoro e la socialità, mettendo a valore ogni energia disponibile dell'associazionismo, del volontariato, del Terzo settore, del movimento sindacale, della cooperazione, delle giovani generazioni, del mondo della cultura, dell'informazione, delle arti e della scienza, della società civile, della buona economia, col sostegno delle istituzioni e dei partiti democratici.

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fonte: antimafiaduemila.com

di: Biagio Maimone

L'affermazione di qualche settimana fa dell'europarlamentare della Lega Angelo Ciocca, secondo il quale se si ammala un lombardo è più grave di quanto non sia il fatto che si ammali un cittadino di un'altra regione italiana e la definizione 'Sudici Sudisti', da parte del Vicepresidente del Consiglio Comunale di Trento Andrea Merler, pongono in luce il clima di intolleranza e di odio creato da alcuni politici di destra, soprattutto quelli del Nord Italia, nei confronti di chi non è settentrionale e, soprattutto, dei meridionali. Emerge, in modo davvero prepotente, il volto razzista di chi ha la pretesa di voler governare il Paese e sottomettere i meridionali. Cari esponenti delle destre estreme ed intolleranti, ora ci siamo noi, ossia il popolo del Sud, che vuole un’Italia libera e democratica, che viva nella cultura della cooperazione e della solidarietà. Per tale motivo, fermeremo il vostro linguaggio che semina odio e intolleranza e, di conseguenza, il vostro prepotente avanzare indisturbato.

Foto © Imagoeconomica

fonte: liberainformazione.org

di: Piero Innocenti

La criminalità nigeriana continua ad essere oggetto di una speciale attenzione investigativa da parte delle forze di polizia e i risultati non mancano.
Negli ultimi giorni, a Trento, con l’operazione “Underground” la squadra mobile, in collaborazione con i poliziotti di Brescia, Verona e Vicenza, ha arrestato per traffico di stupefacenti ben 16 nigeriani, 13 uomini e 3 donne. La droga, acquistata a Vicenza, era destinata a Trento, principale piazza di spaccio. Anche in questo caso si tratta di cellule di spacciatori affiliate alle confraternite (cults) mafiose nigeriane che si sono andate diffondendo e radicando in molte città italiane.
Sulla pericolosità di queste “associazioni” già nel 2003 la Commissione Parlamentare antimafia aveva lanciato l’allarme evidenziando “un fenomeno se non mafioso, certamente mafiogeno, i cui connotati nel nostro Paese (…) iniziano a divenire progressivamente evidenti”.

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Le migliaia di disperati bloccati al confine con la Croazia hanno perso la libertà di movimento, un principio fondamentale per l’Europa che oggi viene negato ai più poveri

fonte: perlapace.it

da: Il Manifesto

Non ho mai visto nessuno morire di febbre o di dolori alla schiena». Quelle parole rimbombano ancora nella testa di Mohammed. Una pugnalata da chi pensava fosse lì ad aiutarlo. «Ho pianto quella notte» racconta con il filo di voce che gli è rimasta. Mohammed, 30 anni, pakistano, si è ammalato pochi giorni dopo l’incendio che il 23 dicembre scorso ha devastato il campo profughi di Lipa, lasciando all’addiaccio quasi un migliaio di persone.|.

«Ho la febbre da dieci giorni, ho implorato che mi dessero delle medicine. Quel giorno non riuscivo nemmeno a respirare, avevo freddo». Tutto quello che Mohammed è riuscito ad ottenere è stata una risposta sprezzante e delle pillole di ibuprofene mandate giù a stomaco vuoto. «Non mangiavo da tre giorni, l’ultima volta che ho fatto una doccia è stato 15 giorni fa, l’ultima volta che ho cambiato i vestiti è stato 15 giorni fa, l’ultima volta che ho parlato con la mia famiglia è stato 15 giorni fa».

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